Ritorni

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friendship

“Il tempo umano non ruota in cerchio ma avanza veloce in linea retta. È per questo che non si può essere felici, perché la felicità è desiderio di ripetizione.”

Ma a volte le cose (e le persone) ritornano. E si è un po’ più felici, perché tutto è di nuovo al suo posto, lì dove l’hai trovato la prima volta che te l’hanno presentato…quel pisano che conosce Tony Tammaro, che ti sfotte per le “o” chiuse, fariniello e pagliaccio ma a tratti anche rude, forse con le persone sbagliate. Quello che consideri il pisano più simile a te, soprattutto nei difetti, che non hai ancora ben capito come la pensi su tante cose, ma che su quelle fondamentali ha sempre dimostrato coerenza. Che conosce un po’ di “crianza”, che un po’ ti capisce e un po’ ti fraintende, a cui fondamentalmente, anche se non sai se se lo merita, vuoi un gran bene.

Ri-torna. Tutto com’era prima, perché tutto è cambiato.

Cercando, tra le foglie (pensieri di primavera)

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tree

E’ tanto, forse troppo, che non scrivo della mia vita a Pisa Town. Nel frattempo cosa ho fatto? Ehm, mi sarei…sposata, in una meravigliosa giornata di giugno, in quel di Palaia, tra radici napoletane e foglie pisane.

Foglie. Caduche foglie? Non lo so. Non tutte. E’ che probabilmente, in fondo, questa non sarà mai la mia terra. Quindi certe cose continuo a non capirle. A non concepirle. Forse nemmeno loro mi capiscono fino in fondo, abbiamo galatei diversi.

Ma fortunatamente non con tutti c’è questa incomprensione di fondo. Con chi ha allargato i propri orizzonti, non c’è questa incomprensione di fondo. Con chi ha capito che a volte si dissimula per evitare di sembrare fragili, non c’è questa incomprensione di fondo. Con chi ha imparato a volermi bene così come sono, nonostante un carattere non propriamente malleabile, ha anche imparato che insieme si possono estirpare facilmente, certe incomprensioni di fondo.

Vi sono sentimenti così delicati, così pieni di pudore, così freddolosi
che muoiono di vergogna o di freddo appena escono dal cuore,
se non entrano immediatamente in un altro cuore.

Così, stasera cerco qualcosa tra le foglie. Per capire se è inevitabile rassegnarsi a certi autunni, in attesa di nuove fioriture; e nel caso, quale potrebbe essere il concime migliore per rinvigorire i fusti più delicati. Per rivederle spuntare, prima o poi, le amate-odiate foglie.

Albe e tramonti a Pisa Town (o dintorni)

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Ogni giorno uguale, e ogni giorno diverso.
Faccio colazione alla finestra, in compagnia del pino, nelle belle giornate seguo il profilo dei monti laggiù,
disegnato dalla luce ancora tiepida del sole.

alba a pisa        alba pisa

In un altro posto, ad una certa ora della sera inizia lo spettacolo cangiante di nuvole e luce.
Lo guardo sempre dalla stessa angolazione; distolgo gli occhi dallo schermo, per qualche minuto,
per poi tornare alle mie seosocialcose. Sempre uguali, sempre diverse.

Tramonto Pisa        tramonto pisa  Tramonto a Pisa        crepuscolo pisa

Sull’essere social

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Quando tre anni fa, da poco sbarcata a Pisa Town, aprivo questo blog…non avevo nessuna pretesa. Era il mio personale modo per familiarizzare con una terra nuova e con il suo popolo così diverso dal mio.

Mi divertivo, e mi diverto tutt’ora ad osservarne manie e paradossi, ma anche ad apprezzarne la placida routine, e il modo così lieve con il quale, proprio grazie a questo blog, ho iniziato a fare rete (virtuale e reale) con persone del luogo con cui condivido interessi sia professionali che personali, e che trova(va)no simpatico il mio modo di mettere in luce usi e costumi del popolo pisano.

Pian piano la rete si allarga, si arricchisce di legami social(i) inaspettati e piacevoli, dandomi la possibilità di conoscere anche di persona tanti “pisani doc” che mi insegnano il pisano e la pisanità, al punto che se mi chiedono “Come si scrive Giovanni Calzature?”… lo so, ed è una cosa da pisani-pisani, quasi come aver avuto un’iniziazione🙂

Capita così, ad esempio, che qualche mese fa durante l’Internet Festival la webradio Radiocicletta mi contatti per un’intervista come blogger di Pisa, durante la quale non perdo occasione per lamentarmi dei vecchini alle casse Coop, vera piaga sociale di questa città.

E capita pure che in estate Instagram apra le porte ai non-iPhonizzati, e la sottoscritta cominci a scattare compulsivamente foto di Pisa e dintorni con l’hashtag #igerspisa, familiarizzando con tanti altri pisani dediti alla smartphotografia (no no, non siamo fotografi…così nessuno si offende).

Così succede che da un paio di giorni sono la #pisanadellasettimana per la community di Instagramers Pisa.

Quando si dice “integrarsi”🙂

Instagramers Pisa - pisana della settimana

Con quella flemma un po’ così

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Flemma

Se c’è una cosa a cui non riesco proprio ad abituarmi, e di cui vi ho sicuramente già parlato, è l’atteggiamento da impiegato pubblico che ha il commesso tipo dei negozi a Pisa Town.

E non mi dite che non è vero. Non mi dite che non è vero che non sanno cosa sia il multitasking, che servono solo ed esclusivamente un cliente alla volta, senza nemmeno guardare chi è lì ad aspettare da 10 minuti che quella dannata signora la smetta di chiedere informazioni inutili e uscire dal negozio con un nonnulla. Che non si sognano nemmeno, in attesa che la coppia indecisa decida, di dire qualcosa del tipo “vi lascio scegliere con calma e nel frattempo cerco di smaltire la fila che si è formata dietro di voi”.

Niente di tutto questo. Sarebbe fonte di troppo stress, troppo pensiero, troppa cortesia. E allora, se trovi davanti a te il classico pignolo pisano in cerca di informazioni sul miglior trapano in commercio, puoi pure perdere le speranze di uscire dal negozio in tempi ragionevoli: avrai però in compenso guadagnato una lezione minuziosa sulla potenza di almeno 3 diversi modelli di fora-muri. E ti sarai quasi decisa a comprarlo tu, dopo che il signore è andato via dicendo “ci rifletto e poi torno”.

Ecco, in queste occasioni perdo davvero la pazienza, e non sono ancora entrata nel mood giusto che mi consente di ripagare con la stessa moneta quando arriva finalmente il mio turno. Ho solo voglia di uscire, e possibilimente non rientrare in quel posto per lungo tempo. Non voglio nemmeno il pacco regalo, voglio fare presto. Presto…do you know?

Detetestabile, detestabilissima flemma del commesso in quel di Pisa Town.

Vocabolario Pisano-Italiano: lettera B

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Pisa - Piazza dei CavalieriPiù di un anno fa iniziava la trascrizione del vocabolario pisano di sopravvivenza. Oggi a gran richiesta riprendo il mio lavoro certosino (di sicura utilità per chi approda a Pisa Town), e siamo finalmente alla …

LETTERA B

BOTTINO: non è una piccola botte né il risultato di una fortunosa scorribanda, ma semplicemente cacca. Da cui l’espressione “Siamo nel bottino”, per indicare una situazione poco rosea. Variante: BOTRO

BOTRILLO: donna particolarmente brutta (vedi sopra)

BRONTOLARE: anche questo è un false friend, e soprattutto (stupore!) a Pisa Town è un verbo transitivo…vuol dire sgridare, riprendere. Esempio: “Ho brontolato mio figlio quando è finito nel bozzo (=pozzanghera)”.

BAZZA: mento

BUZZO: pancia

BRODO: persona non particolarmente brillante, stupido. Esempio:“Cos’è questa radio a tutto bordone?! Spengila che la gente dorme, brodo!” (a tutto bordone= ad alto volume)

BORDA (o ARIBORDA): specialmente esclamativo, sta per “Ancora!”, come risposta sarcastica a qualcosa che si verifica per l’ennesima volta. Esempio: “Stamane mamma m’ha brontolato…” – “Borda!”. Variante: “Tonfa panaia!”

BAOTENIA: ovvero “baco tenia”, verme solitario

BACCELLONE: dicesi di personaggio grande, grosso e cogl..one

BANFE: caldane. Esempio: “Badalì, vel botro c’ha le banfe!”

BUBBOLARE: termine invernale onomatopeico. Esempio: “Si bubbola dal freddo”, fa talmente freddo che si fanno nuvolette con la bocca. Variante: “Si pipa dal freddo”

BRISCOLARE: picchiare, menare. Esempio: “Quando torna tu pa’ sentirai che briscole!”

[continua…]