Archivi categoria: persone

Sull’essere social

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Quando tre anni fa, da poco sbarcata a Pisa Town, aprivo questo blog…non avevo nessuna pretesa. Era il mio personale modo per familiarizzare con una terra nuova e con il suo popolo così diverso dal mio.

Mi divertivo, e mi diverto tutt’ora ad osservarne manie e paradossi, ma anche ad apprezzarne la placida routine, e il modo così lieve con il quale, proprio grazie a questo blog, ho iniziato a fare rete (virtuale e reale) con persone del luogo con cui condivido interessi sia professionali che personali, e che trova(va)no simpatico il mio modo di mettere in luce usi e costumi del popolo pisano.

Pian piano la rete si allarga, si arricchisce di legami social(i) inaspettati e piacevoli, dandomi la possibilità di conoscere anche di persona tanti “pisani doc” che mi insegnano il pisano e la pisanità, al punto che se mi chiedono “Come si scrive Giovanni Calzature?”… lo so, ed è una cosa da pisani-pisani, quasi come aver avuto un’iniziazione 🙂

Capita così, ad esempio, che qualche mese fa durante l’Internet Festival la webradio Radiocicletta mi contatti per un’intervista come blogger di Pisa, durante la quale non perdo occasione per lamentarmi dei vecchini alle casse Coop, vera piaga sociale di questa città.

E capita pure che in estate Instagram apra le porte ai non-iPhonizzati, e la sottoscritta cominci a scattare compulsivamente foto di Pisa e dintorni con l’hashtag #igerspisa, familiarizzando con tanti altri pisani dediti alla smartphotografia (no no, non siamo fotografi…così nessuno si offende).

Così succede che da un paio di giorni sono la #pisanadellasettimana per la community di Instagramers Pisa.

Quando si dice “integrarsi” 🙂

Instagramers Pisa - pisana della settimana

Con quella flemma un po’ così

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Flemma

Se c’è una cosa a cui non riesco proprio ad abituarmi, e di cui vi ho sicuramente già parlato, è l’atteggiamento da impiegato pubblico che ha il commesso tipo dei negozi a Pisa Town.

E non mi dite che non è vero. Non mi dite che non è vero che non sanno cosa sia il multitasking, che servono solo ed esclusivamente un cliente alla volta, senza nemmeno guardare chi è lì ad aspettare da 10 minuti che quella dannata signora la smetta di chiedere informazioni inutili e uscire dal negozio con un nonnulla. Che non si sognano nemmeno, in attesa che la coppia indecisa decida, di dire qualcosa del tipo “vi lascio scegliere con calma e nel frattempo cerco di smaltire la fila che si è formata dietro di voi”.

Niente di tutto questo. Sarebbe fonte di troppo stress, troppo pensiero, troppa cortesia. E allora, se trovi davanti a te il classico pignolo pisano in cerca di informazioni sul miglior trapano in commercio, puoi pure perdere le speranze di uscire dal negozio in tempi ragionevoli: avrai però in compenso guadagnato una lezione minuziosa sulla potenza di almeno 3 diversi modelli di fora-muri. E ti sarai quasi decisa a comprarlo tu, dopo che il signore è andato via dicendo “ci rifletto e poi torno”.

Ecco, in queste occasioni perdo davvero la pazienza, e non sono ancora entrata nel mood giusto che mi consente di ripagare con la stessa moneta quando arriva finalmente il mio turno. Ho solo voglia di uscire, e possibilimente non rientrare in quel posto per lungo tempo. Non voglio nemmeno il pacco regalo, voglio fare presto. Presto…do you know?

Detetestabile, detestabilissima flemma del commesso in quel di Pisa Town.

Retoni a Boccadarno (con un’acciuga, e una bilancia)

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Retone a Boccadarno (Marina di Pisa)

Quelle costruzioni di legno con quelle grosse reti, lì tra il fiume e il mare, che si vedono andando verso Marina di Pisa…m’erano sempre garbate. Soprattutto al tramonto, quando sullo sfondo è ancora più evidente il profilo austero delle Alpi Apuane.

La prima volta i retoni li avevo visti d’inverno, e nonostante il vento freddo ero lì che non smettevo di fotografare. Non mi ero posta molte domande su quando e come fossero stati costruiti. Intuivo servissero per la pesca, successivamente ho saputo che vengono anche affittati per feste private.

E poi la prima sera del #Pisablog12 ci sono salita, su uno di quei retoni a Boccadarno, per fare la conoscenza di Acciuga, un pescatore smilzo dedito alla pesca con la bilancia, un’enorme rete che richiede una bella dose di energia per essere calata e rialzata. Ma se la pesca è fortunata, allora è cosa buona e giusta attrezzarsi con una padella, e del vino bianco, per cucinare una bella fritturina di pesce direttamente sul fornello di cui è sapientemente dotato il retone, e farsene una scorpacciata, mentre il sole tramonta.

Luminara 2012: la mia terza biancheria illuminata a Pisa Town

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C’è chi conta le primavere per tenere traccia del tempo che passa, io tengo il conto delle Luminare che vedo qui a Pisa Town. Se avete già letto la prima “cronaca” della Luminara 201o e il post più informativo sulla storia di questa tradizione in occasione della Luminara 2011, ormai sapete già tutto 🙂 Quest’anno vi lascio solo qualche foto…

Luminara 2012 Pisa: sulle spallette

Luminara 2012 di Pisa al tramonto

Luminara 2012 Pisa: dal Ponte della Fortezza

Luminara 2012 Pisa: lumini

Luminara 2012: la Torre di Pisa illuminata

Sul diventar pisani: il cambio di residenza a Pisa Town

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Circoscrizione 5 - PisaQuando arriva il momento lo senti. Quando i tempi sono maturi…non conviene tornare indietro. Quando capisci che ormai è qui che passerai almeno un bel po’ di anni della tua vita, tanto vale prendersi oneri e onori.

Il cambio di residenza è tra le cose più veloci che puoi fare a Pisa Town: ci sono ben 3 uffici dell’anagrafe e 6 uffici decentrati in varie parti della città, hai l’imbarazzo della scelta. Noi abbiamo optato per la Circoscrizione 5, quella più vicino casa, anche se mi sarebbe piaciuto farlo in modo più “ufficiale”, nell’ufficio storico, il Palazzo Gambacorti sul Lungarno.

Ad aspettare che l’impiegato aprisse – alle 8.30 – non c’era nessuno. Solo noi, che con la frenesia metropolitana che forse non ci abbandonerà mai…siamo arrivati 15 minuti prima (“Cosi facciamo il numero 1”).

Nell’attesa ci siamo goduti il sole, finalmente primaverile, il cinguettio delle rondini, il silenzio di un quartiere residenziale eppure a due passi da ogni cosa. Immancabile la vecchina che dalla finestra zanzarierata fingeva di spolverare il davanzale per capire chi fossero quei due strani figuri, lì giù ad aspettare, felici di un non so che, ad un passo dal cambiare i connotati.

Fare la residenza a Pisa, oltre che veloce, è poi fin troppo semplice. Credevo che per una decisione così importante ci fosse una trafila arzigogolata, al termine della quale mi avrebbero chiesto “Ma sei proprio sicura? Vuoi proprio diventare pisana? L’accendiamo?”. Invece no, compili un modulo, presenti carta d’identità ed eventuale patente, indichi in che giorni e a che ora possono passare a casa per controllare che non stai barando…e il gioco è fatto. Fine.

Sicché, ora sono pisana. Siamo pisani. E mi sono già beccata un primo “pisana di merda”, qualche lezione di dizione (“Adesso devi dire chièsa, buongiórno, uòvo…nèvica”), qualche commento festoso e altri meno entusiasti.

Non so in effetti cosa ci guadagno per ora, ma almeno non dovrò star lì ogni anno a rinnovare il medico di famiglia, sottolineando la mia emigranza, e potrò mostrare con fierezza la tesserina punti dell’Isola Ecologica per scalare qualche euro all’anno.

E quando nelle Pro Loco ci chiederanno “Da dove venite?” per le loro consuete statistiche, forse risponderò direttamente “Pisa”, senza star lì a cercare di sintetizzare la storia della mia vita. Forse.