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Pisa Blog Tour 2012? Presente!

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Pisa Blog Tour 2012E’ passato un anno da quando rinunciavo con rammarico – per impegni improrogabili – a partecipare al Pisa Blog Tour 2011, esperienza che si prospettava davvero allettante per una “studiosa” di usi e costumi locali. Ma quest’anno al #Pisablogtour12 ci sono, e sarà una ghiotta occasione per andare ancora più a fondo nell’esplorazione di Pisa Town e dintorni 🙂

Riguardo al programma del Pisa Blog Tour 2012, alcune cose mi incuriosiscono davvero molto: in primis la pesca con la bilancia a Boccadarno, su uno dei retoni. Non so di preciso cosa sia ma i retoni, queste casupole di legno tra il fiume e il mare…hanno già di per sé una certa poesia…

Retone a Boccadarno

Sono sicura inoltre che apprezzeremo tutti il relax ai Bagni di Pisa (San Giuliano Terme), di cui ho già sentito parlare e che dalle immagini sembra una struttura dimorto bella 🙂
E che dire del mitico Gioco del Ponte? Fino ad ora visto solo dalla tv, per impossibilità di guadare la folla e vedere dal vivo quegli omaccioni che sul Ponte di Mezzo impiegano tutta la loro energia per spingere il fatidico “carrello” e assicurare la vittoria del gioco alla propria “magistratura” (il quartiere cittadino di appartenenza). Ma quest’anno potrei avere un punto di osservazione ‘privilegiato’, chissà.

Terricciola - punto panoramico
Domenica invece saremo sulle colline pisane, a Terricciola, per una visita delle vigne e della cantina Fattoria Fibbiano (aka “World Wine Web”), mentre la sera ci aspetta una cena di gala e beneficenza: “Pisa SOCIAL…mente Utile”, a sostegno della Fondazione Stella Maris che sta portando avanti il progetto “Baby Eye-Pad”, ovvero un’applicazione iPad per la valutazione visiva precoce del neonato e del lattante, e che sarà disponibile gratuitamente sull’Apple Store.

Dal 29 giugno al 2 luglio non vi resta che seguire la banda scalmanata di blogger in giro per Pisa…saremo riconoscibili? Io credo proprio di sì 🙂

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Capodanno Pisano, o del “chi cerca l’uovo trova”

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Capodanno Pisano - uovo di marmo nel DuomoIl Capodanno a Pisa si festeggia il 25 marzo. Ogni anno in questa data accadono cose, e una in particolare, ma solo oggi ho potuto colmare questa mia lacuna sulle tradizioni di Pisa Town. Che a quanto pare interessano più ai turisti che ai nativi del luogo, come del resto tante cose che accadono in questa città, a giudicare dalla caciara che rimbombava nel Duomo nonostante la messa in corso, dai flash compulsivi che accecavano i numerosi figuranti stipati nelle navate in attesa della sfilata, dal segno di pace che ho scambiato davanti con degli inglesi e di lato con un giapponese. E dal fatto che tutti indicavano che il fenomeno sarebbe accaduto, ma non sapevano bene dove (“forse su quell’affresco?” “lì, sul capitello”, “guarda la finestra”, “ma quale?”).

Ebbene, cos’è questo particolare fenomeno con il quale si sancisce l’inizio del nuovo anno a Pisa? Il primo giorno dell’Anno Pisano ab Incarnatione Domini, che è stato ufficialmente in vigore dal 1200 al 1749, è scandito da una sorta di orologio solare: il 25 marzo “a mezzogiorno esatto un raggio di sole penetra nel Duomo da una finestra rotonda della navata centrale e colpisce un uovo di marmo sopra una mensola posta sul pilastro accanto al pergamo di Giovanni Pisano, sul lato opposto.”

Ora, per chi non avesse mai fatto caso a quest’uovo, non è certo semplice individuarlo entrando in un Duomo affollato, dove l’unica preoccupazione è trovare un posto in cui sostare senza essere strattonati da turisti peregrinanti e fotografanti. Il rischio è dunque di non saper dove guardare, e di posizionarsi male, magari proprio dietro la colonna che nasconde l’uovo.

Per i prossimi anni vi lascio quindi qualche istruzione per l’uso: se entrate dalla porta laterale…fermatevi più o meno lì e contate 5 archi della navata sinistra a partire dal primo, dietro l’altare. L’uovo è a ridosso di una colonna grigia squadrata sulla quale poserete inevitabilmente lo sguardo seguendo la linea del 5° arco, ed è rivolto verso l’altare. Nascosto dunque a quasi tutti quelli seduti sulle panche di destra, e più che mai a quelli di sinistra, che al massimo possono consolarsi con la vista della finestra.

Se non fosse stato per un signore che mi sono trovata accanto alla fine della funzione, e che mi ha indicato gentilmente cosa guardare…avrei continuato a fissare il punto sbagliato. Poi l’ho visto bene l’uovo, quando la chiesa si è svuotata, ma anche la luce stava ormai proseguendo altrove… Mi sono però consolata con la bella parata medievale, dentro e fuori il Duomo. Soprattutto fuori non è stato difficile trovare un posto in prima fila per far fotografie, tutti gli altri sembravano essere attirati da altro, dal solito (pendente) altro… Buon anno, Pisa!

Capodanno Pisano - corteo storico

Capodanno Pisano - corteo Piazza dei Miracoli

Capodanno Pisano - corteo storico Pisa

Luminara di San Ranieri: una notte d’altri tempi a Pisa Town

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Tutti i palazzi sui lungarni di Pisa Town hanno già messo fuori la consueta biancheria di San Ranieri, e se la Luminara del 2010 l’ho raccontata da un punto di vista prettamente folkloristico (nel senso del “folk” pisano), quest’anno rendo omaggio alla storica tradizione che ogni anno nella notte del 16 giugno riesce a riportare questa città e i suoi abitanti indietro nel tempo.

Luminara Pisa - lampanini sulla biancheria

La sera della Luminara di San Ranieri sui Lungarni di Pisa migliaia di lumini (o lampanini) vengono posti sui telai in legno dipinti di bianco, che incorniciano per l’occasione finestre e balconi (la fatidica biancheria), disegnando suggestive forme geometriche sulle facciate di edifici e chiese. L’illuminazione pubblica viene completamente spenta, si cammina alla luce dei lumini che riflettono la propria pallida fiammella nell’Arno, a sua volta reso ancora più suggestivo da lampanini galleggianti. La serata si conclude con spettacolari fuochi d’artificio sparati da vari punti (e ponti) lungo il fiume.

Ma da quando esiste la Luminara di San Ranieri?

Pare che la prima Luminara risalga al 1688, quando il corpo di San Ranieri, patrono della città, venne trasportato da un capo all’altro di Pisa per essere deposto nel Duomo di Piazza dei Miracoli in un’urna nuova di zecca voluta da Cosimo III de’ Medici.

In occasione di questo passaggio solenne delle spoglie del santo per le strade cittadine si organizzò una festa memorabile, illuminando i lungarni (e forse anche il resto della città?) con lampade a olio. Ebbe così inizio la triennale Illuminazione di Pisa, che nell’Ottocento prese il nome di Luminara.

E San Ranieri, chi era?

San Ranieri, al secolo Ranieri Scacceri, pisano di nascita e morte, già in vita era ritenuto artefice di alcuni miracoli. Figlio di un ricco mercante, ad un certo punto decise di lasciare tutto e vivere da eremita in estrema povertà, trasferendosi anche in Terra Santa per diversi anni, dove continuò il suo percorso di mortificazione del corpo e di penitenza, prima di ritornare a Pisa.

Pare che alla sua morte (17 giugno 1161) le campane della città abbiano suonato tutte insieme, da sole. Miracolo.

Luminara Pisa - lungarni

Un po’ di foto scattate durante la Luminara 2010


Pizza Napoletana a Pisa: quella originale è da “Regginella”

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La missione “finding pizza” iniziata qualche settimana fa sembra essere compiuta: ho trovato chi fa la vera pizza napoletana a Pisa Town.

La pizzeria è La Regginella, in Via di Gello – zona Porta a Lucca. Ce l’avevo a due passi da casa…meglio tardi che mai. Non giurerei sulla provenienza esattamente partenopea dei gestori, mentre il pizzaiolo mi pareva proprio napoletano. Ovviamente per testare prendo la mia solita margherita, con mozzarella di bufala. Ottima cottura, ottima mozzarella,  impasto sottile come deve essere la vera pizza, in modo che non si inchiommi sullo stomaco. Cornicione morbido, olio buono, basilico fresco. Insomma: promossa a pieni voti!

E vi dirò, addirittura meglio di alcune pizze mangiate a Napoli…

Il locale è piuttosto spartano, il coperto minimalista, ma non lasciatevi intimorire…non ve ne pentirete! E dopo averla assaggiata dubito che avrete ancora voglia di mangiare le pizze “napisane”… o almeno potrete farlo con cognizione di causa! 😉

Quello che ho imparato su Pisa Town

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In un anno (e un mese) di vita a Pisa Town…

Ho imparato che Pisa non è solo Piazza dei Miracoli, ma anche vicoletti e lungarni, chiesa di San Francesco, Piazza Santa Caterina, Cittadella, Giardino Scotto, e poco fuori la riserva naturale di San Rossore.

Ho imparato che Pisa è una Repubblica (marinara) fondata sul lavoro – delle agenzie immobiliari, che gonfiano gli affitti per gli studenti fuori sede.

Ho imparato che a Pisa non nevicava da anni, anche se io ho visto la neve per due Natali di seguito.

Ho imparato che i conducenti d’autobus corrono, corrono, corrono…e i vecchini con femori rotti fanno loro spesso causa.

Ho imparato che un autobus può passare anche in anticipo, e guai a non salutare il conducente.

Ho imparato che la Coop sono io, ma più loro.

Ho imparato che anche il Carrefour non è male.

Ho imparato che ogni anno il 16 giugno i lungarni di Pisa si vestono di antica luce.

Ho imparato che i pisani preferiscono godersi le proprie case, che non affollano le strade (eccetto il 16 giugno).

Ho imparato che i pisani non amano spendere soldi. Per gli altri.

Ho imparato che a Pisa molti stendono i panni in casa.

Ho imparato che a Pisa l’umido dei panni ci mette poco a trasferirsi sulle pareti.

Ho imparato che a Pisa ci sono le gazze ladre, e i pettirossi, e tanti tipi di alberi e piante a me sconosciuti (ma anche a loro).

Ho imparato che, chi può, a Pisa ha il suo orticello – perché la frutta della Coop sembra finta, diciamocelo.

Ho imparato che i pisani sono polemici, a prescindere. E che “ti tengono ner core, ma ti vanno ner culo”.

Ho imparato che i commercianti pisani sono molto gentili, ma se si entra in un negozio alle 19.30 non ci si può mai aspettare una grande accoglienza.

Ho imparato che a Pisa ci sono tanti sardi, tanti siciliani, tanti calabresi…e che eravamo tutti imbottigliati sulla A1 il 23 dicembre.

Ho imparato che i pisani spesso non sanno distinguere tra un termine pisano e un termine italiano.

Ho imparato che essere napoletani a Pisa Town vuol dire abituarsi ad un’accoglienza misurata, e ad un’eterna nostalgia della mozzarella.

Ho imparato che tutto sommato si vive bene a Pisa Town, se solo piovesse meno…

Cose che vanno, cose che restano (Buon Natale)

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Ci sono cose che volano,
Uccelli, Ore, Calabroni,
Ma di loro non m’importa.
Poi ci sono le cose che restano…

(E. Dickinson)

Buon Natale, a chi va e a chi resta.

I Brigidini…

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…dolci tipici toscani (anche se non prettamente pisani) possono essere scambiati per “patatine” da un non autoctono, o almeno così è capitato ad un collega che mi raccontava di come a San Ranieri  sui lungarni avesse finalmente assaggiato quelle “patatine vendute in buste molto grandi…che costano anche parecchio…e che sanno di anice…” – “Ma che, i brigidini??” – “Ecco! Non mi veniva il nome!”

Brigidini

A ben guardare…non troverei un modo più efficace di descriverli a chi non li conosce…