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Gite Fuori Porta: Palaia (e Terricciola)

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Partiamo dalla fine, dall’ultima delle gite “fuori porta” da quando sono qui a Pisa Town. Tempo permettendo, e andando un po’ a ritroso, proverò a raccontarvele tutte…

Una domenica di sole a Pisa Town. Non ce ne sono tante ultimamente, meglio approfittare della rarità meteorologica. Destinazione: Palaia.

Un piccolo paesino tra le colline pisane, o più precisamente nell’Alta Valdera. Sulla cartina non sembra molto distante da Pisa, il navigatore dice 46 km.

Oltre alla distanza dal punto di partenza, dei posti che visito mi piace conoscere l’altitudine: Palaia è a 240 m. sul livello del mare, collinetta. Ok, non farà freddo.

Altra cosa che verifico – quando poi accedo ad una cartina dettagliata del luogo – sono i bagni pubblici: se segnalati, ai miei occhi la destinazione acquista almeno 10 punti di merito.

Ma prima dei bagni cerco di individuare la Pro Loco, dove fare incetta di mappe e informazioni sui dintorni. Altri 10 punti di merito se esistente e ben segnalata.

A Palaia il Centro Informazioni del Comune era chiuso, ma non ne abbiamo sentito la mancanza: il paesino è così piccolo che persino chi è scarsamente dotato di senso dell’orientamento (!!)  riesce a girarlo tutto senza particolari incertezze.

Una delle cose più curiose, che ha attirato la nostra attenzione mentre percorrevamo la strada “maestra” del paese, è stata la tavola del “Ragguaglio dei pesi e delle misure antiche con le nuove metriche decimali”…una tavola di marmo incastonata nel muro di fronte al palazzo comunale, dove ad esempio è possibile leggere che pel vino l’antica unità di misura di 1 barile (ovvero 20 fiaschi) equivale a 45,584 litri. Pare che questa tavola risalga alla fine dell’Ottocento, resasi necessaria in seguito all’Unità d’Italia…

Dopo un giro per le stradine principali ci siamo arrampicati verso la Rocca, dalla strada che abbiamo poi scoperto essere la più impervia, ma ne è valsa la pena: dall’alto la vista dell’intero paesino è stata molto suggestiva.

Vero gioiello di Palaia è però la Pieve di San Martino, opera di Andrea Pisano risalente al 1300 circa, dichiarata monumento nazionale e recentemente restaurata. Mi stupisce sempre la grandezza di certe opere umane nel nostro paese, soprattutto oggi che siamo costretti a subire quello che probabilmente passerà agli atti come il “medioevo postmoderno” (con tutto il rispetto per il medioevo).

Dopo Palaia, nel pomeriggio un salto veloce a Terricciola, antico borgo di origine etrusca poco distante, dove ci siamo concessi una lunga sosta contemplativa su una panchina sistemata ad hoc nel punto panoramico del paese…con sottofondo di pecore belanti in lontananza.

Dimenticavo: se passate per Palaia fermatevi al ristorante Antica Farmacia, sedetevi al calduccio del camino, e se presenti nel menù del giorno fatevi servire gli involtini di vitello in foglia di verza su letto di fonduta…una poesia!

Chissà poi se qualcuno mi sa spiegare perché a Firenze si dice “Peggio Palaia!”, per intendere “di male in peggio”…

 

Palaia - Tavola ragguaglio pesi e misure

Palaia - Tavola ragguaglio pesi e misure

Palaia - vista dalla Rocca

Palaia - vista dalla Rocca

Pieve di S. Martino a Palaia

Pieve di S. Martino a Palaia

Terricciola - belvedere

Terricciola - belvedere

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