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Il Cuore Altrove: a Napoli, con De Magistris

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Dopo San Gennaro, dopo Maradona… la mia Napoli ha trovato finalmente una nuova icona di riscatto, un motivo di orgoglio collettivo, un nome e cognome a cui aggrappare le proprie speranze: il neo sindaco della città Luigi De Magistris.

Il sindaco di tutti, come si è definito – e come davvero crede la maggioranza del popolo partenopeo, ancora oggi in festa. Il sindaco di tutti perché finalmente, di fronte all’esasperazione di una città avvilita e umiliata per decenni da una classe politica miope e arraffona (per dirla in modo pulito), non ha contato il partito preso ma la persona: ed è stata una questione di fede, la fede che i napoletani hanno letteralmente riposto nell’uomo Luigi De Magistris, in colui che ancora non lo sa ma è già condannato a diventare il capro espiatorio di tutti i mali della città, il martire per antonomasia, che porterà la croce di una città scugnizza, di un popolo con un grande cuore ma ancora bisognoso di essere educato al vivere civile collettivo, alla legalità, al saper discernere con consapevolezza il bene dal male. E a saper valutare le conseguenze delle proprie azioni.

La mia città scugnizza vuole bene a Gigino de Magistris, lo ha accolto senza riserve, come solo un popolo da sempre abituato all’accoglienza sa fare – anche quando non ha nulla da offrire… perché poi sempre “qualcosa ci esce”. L’entusiasmo sano, collettivo, che ha travolto De Magistris non si vedeva dai tempi di Maradona, da quando anche nella mia scuola, per festeggiare lo scudetto, i padri scolopi ci fecero comprare maglietta azzurra e cappellino bianco, e organizzarono una grande festa mandandoci in giro per l’edificio a sventolare bandierine del Napoli.

De Magistris ha già un posto assicurato tra i pastori di Ferrigno, la più famosa bottega artigiana nella storica “Via dei Presepi”, e sicuramente la sua immagine verrà prima o poi incorniciata e messa in qualche cappella votiva. Perchè a Napoli è così, sacro e profano sono una sola cosa, il sacro vive del profano, in una continua rivisitazione e personalizzazione.

Dopo il buio, l’umiliazione e l’abbrutimento…torna un po’ di luce. Un po’ di speranza. Abbiamo capito che non era tutto perso. E che c’è qualcuno che ha intenzione di prendersi cura sul serio di questa scugnizza, di ripulirla, di ridarle dignità e lustro. Di far tornare anche i napoletani più rassegnati ad amare la propria terra, le proprie radici. Ad averne cura, provando a eliminare una volta per tutte dalla città la monnezza, il marcio, la feccia…soprattutto quella dis-umana.

Napoli - by Bruna Fusco
Una foto di qualche anno fa,
il posto in cui avrò sempre il cuore.