Archivi tag: vernacolo pisano

Vocabolario Pisano-Italiano: lettera B

Standard

Pisa - Piazza dei CavalieriPiù di un anno fa iniziava la trascrizione del vocabolario pisano di sopravvivenza. Oggi a gran richiesta riprendo il mio lavoro certosino (di sicura utilità per chi approda a Pisa Town), e siamo finalmente alla …

LETTERA B

BOTTINO: non è una piccola botte né il risultato di una fortunosa scorribanda, ma semplicemente cacca. Da cui l’espressione “Siamo nel bottino”, per indicare una situazione poco rosea. Variante: BOTRO

BOTRILLO: donna particolarmente brutta (vedi sopra)

BRONTOLARE: anche questo è un false friend, e soprattutto (stupore!) a Pisa Town è un verbo transitivo…vuol dire sgridare, riprendere. Esempio: “Ho brontolato mio figlio quando è finito nel bozzo (=pozzanghera)”.

BAZZA: mento

BUZZO: pancia

BRODO: persona non particolarmente brillante, stupido. Esempio:“Cos’è questa radio a tutto bordone?! Spengila che la gente dorme, brodo!” (a tutto bordone= ad alto volume)

BORDA (o ARIBORDA): specialmente esclamativo, sta per “Ancora!”, come risposta sarcastica a qualcosa che si verifica per l’ennesima volta. Esempio: “Stamane mamma m’ha brontolato…” – “Borda!”. Variante: “Tonfa panaia!”

BAOTENIA: ovvero “baco tenia”, verme solitario

BACCELLONE: dicesi di personaggio grande, grosso e cogl..one

BANFE: caldane. Esempio: “Badalì, vel botro c’ha le banfe!”

BUBBOLARE: termine invernale onomatopeico. Esempio: “Si bubbola dal freddo”, fa talmente freddo che si fanno nuvolette con la bocca. Variante: “Si pipa dal freddo”

BRISCOLARE: picchiare, menare. Esempio: “Quando torna tu pa’ sentirai che briscole!”

[continua…]

Pisano-Italiano: Vocabolario di Sopravvivenza

Standard

vocabolario pisano-italianoUna delle prime cose che ho fatto non appena arrivata a Pisa Town è stato prendere lezioni di pisano: dai colleghi in ufficio, dai miei compagni di treno, dalle vecchine in fila alle casse Coop. Innanzitutto per entrare in piena sintonia con il nuovo habitat, per riconoscere inflessioni, e quindi (mal)umori… ma anche per screditare il pregiudizio del toscano che non ha dialetto. È vero, a volte i pisani pensano che siano dialettali alcuni termini di uso comune in tutta Italia, ma per il resto hanno tanti vocaboli il cui significato è difficilmente intuibile.

Così, dopo un anno e mezzo, ho raccolto nella mia rubrica (gelosamente custodita) un bel po’ di parole che oggi mi permettono di interagire (quasi) alla pari con i miei attuali concittadini.

Inizio allora finalmente a trascrivere il mio vocabolario di sopravvivenza, con l’invito per tutti i pisani in ascolto a integrare, ed eventualmente rettificare… 🙂

LETTERA A

ACQUA GHIACCIA (o DIACCIA): semplicemente fredda, non ghiacciata. Quindi se qualcuno vi offre dell’acqua ghiaccia non abbiate paura di una congestione! Se fosse invece GHIACCIA MARMATA… allora sì, sarebbe proprio gelata…

ACQUAIO: lavello per piatti (“rigovernare nell’acquaio” è fare i piatti). Detto sessista: “Le donne all’acquaio!”

ANTEPÀTIA: agg. antipatica

ATTRASSO: donna appariscente, ma ridicola (se vi chiamano così… avete tutto il diritto di rispondere male)

AVELLARE: emanare cattivo odore (si dice di persona). Probabilmente deriva da avello (che in taliano sta per tomba… ed effettivamente, il cadavere nella tomba avella…)

ALTRO: no.  Esempio, dal salumiere: “Serve altro?” “Altro.”  (Chissà se vogliono intendere che serve altro in un’altra bottega…indi per cui, lì effettivamente non serve altro…)

ASCIUGATI/ARREGGITI/AGGUANTATI: sono tutti inviti ironici a riposarsi dopo un presunto sforzo…

A TUTTO SDEO: senza limite, senza fine. Esempio: ‎“Boia com’è piccante, zenzero a tutto sdeo!” (dove zenzero sta per peperoncino…). Variante: A TUTTO FO’O

ARRIVA’ A BABBO MORTO: arrivare quando è decisamente… troppo tardi.

[…continua…]